Il telegramma del Papa, la telefonata della premier, la spola di auguri a destra e sinistra e sono davvero bipartisan. «Buon compleanno presidente».
È il coro unanime che si è alzato ieri per gli 85 anni del Capo dello Stato Sergio Mattarella dai palazzi della politica italiana. E ancora prima dal Vaticano. In un telegramma Papa Leone XIV ringrazia il presidente della Repubblica per «la costante attenzione» con cui accompagna «la vita ecclesiale e sociale» dell'Italia affidando le sue preghiere ai patroni Francesco D'Assisi e Caterina Da Siena. Segue la benedizione apostolica impartita ai familiari, ai collaboratori e alla stessa «cara Italia». Nella tarda mattinata squilla la cornetta del Quirinale, dall'altra c'è Giorgia Meloni.
Una telefonata a titolo personale ma anche a nome di tutto il governo, di lì a poco riunito per il Cdm sulla stretta della sicurezza, per ribadire a Mattarella «la profonda considerazione e riconoscenza per il costante impegno al servizio della Nazione». Ecco Elly Schlein: «Non saremo mai sufficientemente grati per il suo servizio alla Repubblica e alla sua dignità internazionale. Le sue parole e i suoi atti sono e rimangono un riferimento per tutti» mette a verbale la segretaria del Pd. E non manca l'appello ovviamente Giuseppe Conte che nei suoi anni a Palazzo Chigi ha conosciuto da vicino il presidente della Repubblica, «un riferimento e una garanzia per tutti noi». Sono giorni agitati per la politica italiana. Le preferenze e il Melonellum, la sicurezza e le piazze, la difesa più o meno legittima. E non può dunque non saltare all'occhio questa tregua istituzionale nel nome del Colle e degli 85 di Mattarella che vede arcirivali in Parlamento unirsi all'applauso presidenziale. Tutto o quasi. Manca all'appello Roberto Vannacci, che in Parlamento non è ma vorrebbe entrarci in forze al prossimo giro con gli «arditi» di Futuro Nazionale. Del due volte presidente Maurizio Lupi, capo di Noi Moderati, ricorda in un messaggio di auguri «equilibrio, autorevolezza e profondo senso delle istituzioni», Ignazio La Russa «il suo alto magistero di garante di tutti gli italiani» e Lorenzo Fontana ne parla come «autorevole custode dei valori della Repubblica». Ed ecco Eugenia Roccella: «Ogni anno compiuto al servizio delle istituzioni scandisce l'impegno per un'Italia chiamata a custodire il passato, a trasformare il presente, a costruire insieme il nostro futuro».










