Un retroscena che dice tutto sulla mentalità del nuovo corso della FIGC: durante la stesura dei contratti per i ruoli di Direttore Tecnico e Advisor, il presidente Malagò aveva chiesto di inserire le consuete clausole su premi di rendimento e bonus. La risposta di Paolo Maldini e Leonardo ha spiazzato tutti.
Maldini e Leonardo alla conferenza stampa dopo l'assemblea di Lega Serie A.
Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa post assemblea di Lega Serie A ha raccontato un aneddoto sulle "due settimane di persuasione" per l'ingaggio del neo Direttore Tecnico azzurro, Paolo Maldini e dell'Advisor Leonardo, anch'essi presenti alla conferenza: "Alla persona a cui ho dato incarico di preparare i contratti (di Maldini e Leonardo, ndr), ho chiesto di informarsi sugli eventuali premi richiesti da destinare. Mi richiama e mi dice: ‘Non c'e' nessuna richiesta sui premi e sui bonus, perché dicono che sono dei vincenti'".
Una frase, nascosta tra le pieghe della burocrazia e dei contratti federali, che racconta al meglio il nuovo corso azzurro. Alla richiesta di Malagò, fatta ai suoi legali di inserire le classiche clausole sui premi di rendimento nel contratto di Paolo Maldini e Leonardo, la risposta dall'altro capo del telefono è stata spiazzante. Zero richieste, zero cifre legate ai risultati. Nessun incentivo economico per fare ciò che, per loro, è semplicemente l'unica opzione contemplata: fare bene e invertire la rotta dell'intero movimento. Leonardo, Malagò e Maldini. È in questo piccolo retroscena che si misura la statura dei protagonisti chiamati a rifondare la Nazionale. In un calcio dominato da trattative estenuanti, il duo Maldini-Leonardo ha ribaltato il tavolo ponendo al centro solo l'ambizione pura.













