Un lido che, nel pieno della stagione balneare, avrebbe dovuto brulicare di ombrelloni e bagnanti e invece giace fermo, vandalizzato e ridotto a ricettacolo di rifiuti. È la parabola del Levante beach club, lo stabilimento affacciato sul lungomare Francesco Paolo Mongelli, a Trani, la cui attività è stata paralizzata da un’informazione interdittiva antimafia della Prefettura Bat e dai conseguenti provvedimenti comunali.

Tutto muove dall’informazione interdittiva antimafia adottata dal Prefetto della Bat il 1° settembre 2025 nei confronti della società titolare della concessione demaniale. Il provvedimento - fondato, secondo la difesa della società, essenzialmente sui rapporti di parentela dell’amministratrice e non su elementi che tocchino la gestione dell’impresa - ha innescato un effetto domino.

Comunicata al Comune l’8 settembre, l’interdittiva ha spinto l’ente, tra settembre e novembre, prima ad avviare e poi a definire la revoca dei titoli su cui poggiava l’attività: la sospensione della concessione demaniale, la revoca della segnalazione di inizio attività per la somministrazione di alimenti e bevande e la revoca dell’autorizzazione di pubblico spettacolo. Da qui il fermo dell’impianto.