Dopo una prima fase di fortissimi investimenti in acceleratori, anche le CPU stanno godendo di una domanda fuori scala dal settore dei datacenter per l'intelligenza artificiale. E in Cina, a quanto pare, Intel e AMD stanno firmando grandi accordi che potrebbero garantire lauti guadagni.

Secondo quanto riportato da Reuters, che cita fonti a conoscenza della vicenda, Intel e AMD avrebbero firmato con clienti cinesi del settore server accordi di fornitura di più lunga durata rispetto al passato, in un contesto di prezzi in crescita per le CPU destinate ai datacenter. Si tratterebbe di contratti che fissano i volumi di acquisto ma non i prezzi, una struttura che espone gli acquirenti al rischio di ulteriori rincari qualora la scarsità di componenti dovesse protrarsi nel tempo.

Il mercato cinese rappresenta un caso particolare, anche a causa delle restrizioni all'export imposte da Washington negli ultimi due anni. Con l'accesso agli acceleratori occidentali più avanzati fortemente limitato, gli operatori cinesi si sono orientati con maggiore decisione verso i componenti ancora liberamente acquistabili, tra cui rientrano proprio le CPU server di Intel e AMD.

Questa scarsità ha già generato fenomeni di prezzo rilevanti: i server basati su NVIDIA B300, ad esempio, sarebbero stati scambiati in Cina a cifre vicine al milione di dollari, circa il doppio rispetto al prezzo medio statunitense. Le stesse restrizioni hanno spinto i progettisti di chip cinesi verso soluzioni ASIC custom, che tuttavia non eliminano la necessità di un processore convenzionale per la gestione del sistema.