Più di una dozzina di film italiani (c’è Nanni Moretti, che torna in Concorso dopo quarant’anni), pochissima Hollywood (manca l’attesissimo film con Tom Cruise), il documentario sugli Oasis (che sfileranno sul red carpet) e quello su Elon Musk (che invece non verrà). Venezia 83 sembra un filino moscetta. Sarà che di edizioni ne abbiamo viste ventisette, ma le ultime annate “epiche” dell’era Barbera, quelle celebrate nei comunicati per i tanti film hollywoodiani passati dal Lido e poi premiati agli Oscar, ci avevano abituati a un equilibrio perfetto tra qualità e quantità, tra cinema d’autore e grande spettacolo. Come sempre vale il motto “si raccoglie quel che è pronto” e, si sa – lo sanno anche a Cannes – gli americani, dopo lo sciopero di attori e sceneggiatori di due anni fa, non si sono ancora completamente ripresi.

Tocca quindi all’eterno doge piemontese gettare palate di produzioni italiane tra Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti, una serie (Peccato della HBO, interamente basata su Emanuela Fanelli) e documentari vari, tra cui uno di sette ore di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci. I cinque film italiani che si contenderanno il Leone d’Oro sono Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli.