Partiti 23 luglio 2026 In cinque anni anni le donazioni degli imprenditori si sono quasi azzerate e ora il partito di Meloni riceve contributi soprattutto dai suoi parlamentari ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI In occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2022, Fratelli d’Italia aveva ricevuto finanziamenti da numerose imprese, per un totale di circa 141 mila euro. Tra quelle imprese, c’erano alcune realtà di rilievo, più o meno legate al partito di Giorgia Meloni, come il locale di lusso e stabilimento balneare a Forte dei Marmi dell’imprenditore Flavio Briatore, che era gestito insieme all’ex ministra del Turismo Daniela Santanché, e aziende del settore militare. Ora, dopo quasi quattro anni al governo, questi finanziamenti sono scomparsi e l’unica impresa che dona in maniera piuttosto regolare al partito è una farmacia. Sì, una farmacia, ma non una qualunque: è la farmacia di famiglia del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, di cui lui stesso è socio, e che ha sede a Terlizzi, in provincia di Bari.

Per il resto, secondo le verifiche di Pagella Politica sui dati più aggiornati pubblicati dalla Camera dei deputati, tutte le aziende che lo finanziavano un tempo sembrano aver smesso di sostenere il partito di Meloni, che negli ultimi due anni ha beneficiato soprattutto dei contributi dei suoi parlamentari, i quali devono versare al partito una quota di mille euro al mese sebbene non tutti, come vedremo, sembrano dover rispettare quest’obbligo. Nel complesso, da quando è al governo, le donazioni a Fratelli d’Italia sono via via diminuite, sebbene si mantengano superiori per esempio al 2021, quando il partito di Meloni era all’opposizione e aveva pochi parlamentari che potevano contribuire con le loro donazioni alle finanze interne.Le aziende se ne vanno Per calcolare l’ammontare di finanziamenti a Fratelli d’Italia abbiamo consultato i rendiconti sulle donazioni ai partiti pubblicati dalla Camera dei deputati. Abbiamo fatto riferimento alle donazioni erogate al partito di Meloni nel 2023, nel 2024, nel 2025 e nei mesi da gennaio a giugno 2026, ossia i dati più aggiornati pubblicamente disponibili. Per una maggiore accuratezza dell’analisi, abbiamo considerato le donazioni in base alla data precisa di erogazione, ossia quando sono effettivamente avvenute, e non in base alla data in cui sono state comunicate alla Camera.