| 16 Luglio 2026 18:02 |

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(Adnkronos) – Circa 10 milioni di euro di liquidi, oltre 6,6 milioni di euro dal 2xmille, poco meno di 2,5 milioni dalle ‘donazioni’ di parlamentari. Conti in attivo per Fratelli d’Italia nel 2025, che chiude l’ultimo bilancio, quello al 31 dicembre, con un avanzo di gestione di 1 milione, 177mila 270 euro milioni di euro. Giorgia Meloni può contare su un vero e proprio tesoretto che farebbe gola a chiunque in questi tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico ai partiti in vista delle prossime politiche.

Numeri alla mano, i meloniani hanno casse floride grazie al contributo di ‘eletti’ e cittadini comuni pari a 2 milioni 464mila 507 euro (cui bisogna aggiungere appena 11mila euro versati da imprese) e ai 6, 617 milioni 861mila 62 euro derivanti dall’Irpef (un introito, scrive nella sua relazione gestionale il tesoriere Roberto Carlo Mele, che “ha registrato nel 2025 una ulteriore crescita rispetto all’anno precedente confermandola come la più importante e diffusa fonte di microfinanziamento di Fdi”).

La premier dispone soprattutto di un partito molto liquido: 9 milioni 660mila 677, 33 euro in depositi bancari e postale, di cui 3mila 836 euro in contanti. A rimpinguare le finanze anche il tesseramento: le quote associative annuali ammontano a 1 milione 660mila 358 euro. Da ‘attività editoriali, manifestazioni e altre attività’ arrrivano 20mila 496 euro. I ‘proventi da erogazioni liberali’ derivano soprattutto da deputati, senatori ed eurodeputati. Tra i parlamentari che hanno contribuito alla causa Meloni ha versato 12mila euro. Nel rivendicare che i “conti sono costantemente in equilibrio e i fornitori sono pagati con regolarità”, Mele sottolinea che “i contributi volontari dei parlamentari nazionali ed europei contribuiscono all’equilibrio economico del partito”.