Giovanni Malagò si è presentato in Lega Calcio con il neo dt Paolo Maldini e l’advisor Leonardo. Tanta attesa per sapere ulteriori indiscrezioni sul nuovo CT azzurro: “Abbiamo sentito i migliori, poi si valutano anche le disponibilità effettive”
Il primo passo ufficiale della nuova era del calcio italiano è stato compiuto ed è stato immortalato con la prima immagine ufficiale del neo presidente federale Giovanni Malagò, insieme a Paolo Maldini e Leonardo. E' questa la nuova FIGC che sarà chiamata a rifondare dalla base il calcio italiano e che si è presentata ai presidenti di Serie A in occasione dell'Assemblea a Milano per la Lega Calcio. Con la crescente attesa di sapere chi siederà sulla panchina più ambita e più delicata del momento, quella del CT azzurro: "Progetto ambizioso, in testa abbiamo le idee chiare ma attendere è ideale, per aspettare la persona che realmente vogliamo".
Il dado è stato tratto all'interno del palazzo federale di Milano nel pomeriggio di mercoledì 23 luglio: a un mese dalla nomina come nuovo Presidente FIGC Giovanni Malagò ha incontrato come primo atto formale, i club di Serie A con cui ha trattato argomenti all'ordine del giorno: dalla vendita dei diritti TV all'estero, all'approvazione e la discussione del budget di Lega fino al confronto sulle nuove linee guida dell'Osservatorio, relative alla vendita dei biglietti per gli stadi. Ma la grande attesa si è rivolta alla conferenza stampa formale del post riunione, con Malagò che ha dovuto rispondere anche al tema del momento: chi sarà il nuovo CT della Nazionale e quando verrà annunciato? Le parole di Malagò sul CT: "Ho invertito l'ordine, il progetto è di 6 anni" Ovviamente nessun nome, nessuna indiscrezione con Giovanni Malagò che ha ripetuto il mantra degli ultimi giorni: "Di solito si parte dal ct, poi la filiera, io ho invertito l’ordine. Sono un discreto persuasore e ho voluto prima chiudere con Paolo e Leonardo. Il CT? Certo" ha spiegato a inizio discorso il neo presidente FIGC. "Resta un punto fermo, ma ce ne sono altri e altri profili su cui lavorare, la condivisione è fondamentale. Io ho parlato di un progetto a 6 anni, nella speranza di essere confermato. Paolo si è spinto oltre con i presidenti: ha parlato di una visione a 8, 10 anni".














