Cosa dovrà fare ora GoogleNon si tratta solo di pagare: la Commissione impone a Google di porre fine alle condotte contestate. Nella pratica, l'azienda dovrà garantire parità di trattamento tra i propri servizi e quelli dei concorrenti nei risultati di ricerca e permettere agli sviluppatori di promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti anche fuori da Google Play Store, incluso l'uso di store alternativi. Google ha 60 giorni di tempo per conformarsi. In caso contrario, rischia sanzioni periodiche che potrebbero arrivare fino al 5% del fatturato globale totale del gruppo Alphabet, una cifra molto più pesante delle multe odierne, che dovrà comunque pagare.Bruxelles ha comunque riconosciuto alcuni passi avanti compiuti da Google nella presentazione dei servizi gratuiti e degli annunci di shopping su Search, che però continuerà a monitorare. La Commissione ha inoltre preso atto delle proposte dell'azienda su come applicare i principi della decisione anche ad Ai Overviews e Ai Mode, le funzioni di ricerca basate sull'intelligenza artificiale.Per l'esecutivo comunitario la linea resta netta. La vicepresidente della Commissione Teresa Ribera ha parlato di misure "decisive ma equilibrate", sottolineando che i prodotti migliori dovrebbero prevalere perché sono migliori, non perché appartengono al gestore del motore di ricerca. La commissaria per la Sovranità tecnologica Henna Virkkunen ha rincarato la dose, definendo la decisione un messaggio chiaro alle grandi piattaforme: l'Ue non arretrerà nell'applicazione del Dma.Dal canto suo, Google contesta duramente l'impostazione europea. Il presidente per gli affari globali di Google & Alphabet, Kent Walker, ha accusato l'attuazione del Dma di danneggiare prodotti quotidiani molto usati dagli europei - come i prezzi in tempo reale per hotel, voli e ristoranti - costringendo l'azienda a rimuovere funzionalità e a ridurre le protezioni di sicurezza su Google Play. Secondo Walker, la regolamentazione dovrebbe migliorare i prodotti per i consumatori, non peggiorarli.Le due decisioni chiudono formalmente l'indagine avviata nel marzo 2024, ma non la partita legale: Google potrà impugnare i provvedimenti davanti alla giustizia europea, come già avvenuto in altri casi antitrust che hanno coinvolto l'azienda negli ultimi anni. Resta da vedere se il colosso deciderà di adeguarsi alle richieste di Bruxelles o se, come lascerebbe intendere la reazione di Walker, punterà piuttosto sul braccio di ferro giudiziario.
La maxi multa di Bruxelles a Google: 890 milioni di euro per due violazioni del Digital Markets Act
L'azienda ha 60 giorni per correggere il favoritismo nei risultati di ricerca e le restrizioni su Play Store, altrimenti rischia altre sanzioni periodiche fino










