“Non avrei mai pensato di oggi di risentire parlare di guerra, di una guerra che sta nel cuore dell’Europa, che non accenna a finire, che nessuno vuol far finire, perché conviene a tutti che si mantenga accesa quella guerra lì, perché ci sono, come al solito, interessi economici talmente grandi che vanno al di là della nostra comprensione”. E’ la riflessione di Fiorella Mannoia, intervistata alla Gaberiana, a Firenze, da Andrea Scanzi, che del festival dedicato a Giorgio Gaber è il direttore. Scanzi aveva fatto notare alla cantante romana che negli ultimi giorni gli è capitato di sentire “da tre generazioni diverse la frase dritta: questo è il momento più brutto che abbia mai vissuto nella mia vita”. Tra gli esempi fatti da Scanzi Francesco Guccini, Enzo Iacchetti e Luciano Ligabue.

“Non avrei mai pensato di ritrovarmi oggi alla mia età in una situazione come questa – continua Mannoia -. Sapere che quei poveri ragazzi, sia russi sia ucraini, strappati dalle case a forza, a forza, portati via a forza e mandati al fronte come carne da macello come nella canzone La guerra di Piero. Ecco, quella roba lì io non riesco a immaginarla nemmeno. E poi non parliamo appunto di quello che sta succedendo in Medio Oriente. E non parliamo nemmeno dell’uomo arancione che sta, che sta devastando il mondo. E senza considerare questo rigurgito nazi-fascista che ci sta di nuovo davanti agli occhi. E questo mi preoccupa, perché non è solo italiano”.