Roma, 23 lug. (askanews) – I ribelli Houthi, allineati all’Iran, hanno annunciato di aver colpito due petroliere saudite nell’ambito di un blocco navale dichiarato contro l’Arabia Saudita, minacciando di creare nel Mar Rosso un secondo collo di bottiglia (chokepoint), un punto critico per le forniture mondiali di petrolio, in aggiunta alla quasi paralisi dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Le forze armate statunitensi hanno da parte loro completato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran su ordine del presidente Donald Trump, nella dodicesima notte consecutiva di bombardamenti americani e provocando un’ulteriore risposta da parte di Teheran.

L’Iran ha dichiarato di aver colpito sistemi missilistici, depositi di armi e carburante statunitensi in Giordania, oltre a postazioni militari Usa in Kuwait, tra cui il campo di al Adiri, la base aerea Ali Al Salem, il campo di Doha e Camp Arifjan.

Già prima delle nuove minacce al traffico marittimo nel Mar Rosso, il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz da parte della repubblica islamica ha alimentato l’inflazione a livello globale: sono di nuovo aumentati i prezzi del petrolio e questo mette sotto pressione i consumatori statunitensi di carburante. Inoltre la guerra, sempre più impopolare, pesa sugli alleati repubblicani di Trump in vista delle elezioni congressuali di novembre. Il presidente Usa ha indirettamente confermato, sostenendo che gli americani non sono contro la guerra, sono preoccupati dal prezzo del carburante.