Una petroliera in navigazione nel Mar Rosso è stata colpita da un ordigno che ha provocato un incendio. L'aggressione - la prima dopo mesi - è avvenuta cento chilometri a sud di Al-Shuqaiq, non lontano dallo Yemen. L'attacco è stato rivendicato dagli Houthi, che martedì hanno annunciato di volere impedire il passaggio delle navi saudite attraverso lo stretto di Bab el Mandeb. Secondo i miliziani filoiraniani due tanker - Layla e Encelia - sono stati presi di mira con missili e droni: soltanto la seconda risulta però danneggiata. L'equipaggio starebbe cercando di domare il rogo.
Ieri il prezzo del barile ha toccato 95 dollari con un aumento del 5 per cento in 24 ore ma si teme che l'attacco faccia salire ulteriormente il costo del petrolio. Il Mar Rosso finora ha garantito una rotta sicura per l'export di greggio saudita evitando l'attraversamento di Hormuz ma la minaccia yemenita rischia di compromettere il traffico marittimo anche in questa zona.
L'escalation tra il movimento fondamentalista e Riad è legata solo indirettamente alla guerra tra Usa e Iran: la scorsa settimana i sauditi hanno cercato di impedire l'atterraggio a Sanaa di un velivolo proveniente da Teheran. Secondo il segretario di Stato Marco Rubio i Guardiani della Rivoluzione stanno trasferendo personale in Yemen per sostenere le azioni degli Houthi. Il pericolo che si apra un secondo fronte del conflitto è sempre più concreto.











