Il mercato europeo delle auto elettriche cambia passo, ma la transizione continua a procedere a velocità diverse tra i Paesi. A giugno le immatricolazioni di veicoli a batteria (Bev) hanno raggiunto nuovi record in diversi mercati europei, confermando una crescita ormai strutturale della domanda, ma evidenziando anche il ritardo di alcune economie, tra cui l'Italia, rispetto ai Paesi dove l'elettrico è gia entrato nella fase di massa. Il primo semestre del 2026 conferma la forza del mercato europeo: nei principali Paesi sono state immatricolate oltre 1,2 milioni di auto elettriche a batteria (Bev), contro le 928.800 dello stesso periodo del 2025 (+33,7%). Secondo il bollettino mensile realizzato da New AutoMotive ed E-Mobility Europe, a giugno sono state immatricolate in Europa 275.060 nuove auto completamente elettriche, con un aumento del 39,5% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota dei Bev ha raggiunto il 25,6% nei principali mercati analizzati, con una stima del 27,4% a livello Ue. In pratica, oltre un'auto nuova su quattro venduta è stata elettrica. La crescita dei volumi è stata particolarmente forte nei grandi mercati europei.
A giugno la Germania ha guidato la classifica per numero assoluto di immatricolazioni con 84.057 Bev, pari al 28,4% del mercato, mentre la Francia ha raggiunto un nuovo record con 55.851 vetture elettriche e una quota del 29,6%. Italia e Spagna si sono attestate su livelli simili per volumi, rispettivamente con 14.856 e 14.559 immatricolazioni, ma con quote di mercato ancora contenute, pari al 10,1% e all'11,3%. Anche il bilancio del primo semestre conferma il diverso stadio di maturità dei principali mercati europei. La Germania resta il primo mercato con 367.388 Bev immatricolate da gennaio a giugno, seguita dalla Francia con 242.852. L'Italia ha raggiunto quota 79.431 immatricolazioni, davanti alla Spagna con 66.537. Sul fronte della crescita, però, è proprio il mercato italiano a distinguersi: le immatricolazioni sono aumentate del 97,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro il +61,3% della Francia, il +48,6% della Germania e il +31% della Spagna.










