A Bologna le fa più impressione la violenza degli antagonisti o un sindaco che organizza una manifestazione contro la polizia?“La seconda - risponde Claudia Eccher, consigliere laico del Consiglio superiore della Magistratura - preoccupa di più sul piano istituzionale. La violenza di certi gruppi antagonisti è una piaga nota. Quando un primo cittadino scende in piazza contro le forze dell’ordine prima ancora che la magistratura abbia chiarito la dinamica, si compie un cortocircuito istituzionale. Delegittimare la polizia indebolisce il patto di fiducia tra cittadino e Stato”.Gli stessi che attaccano la polizia per Bologna vorrebbero vedere l’orefice Roggero in carcere a vita. Quella per l’orefice è stata una sentenza equilibrata?“Considerata la mia attuale veste istituzionale non posso commentare la sentenza. In via astratta alcune considerazioni riguardano la possibile sottovalutazione dello stato di gravissimo shock. Infliggere una condanna così severa a un cittadino incensurato ed esasperato è quanto meno opinabile; una pena non avrebbe dovuto superare i 7 anni. E 780mila euro di risarcimento sono una cifra abnorme”.È possibile rafforzare ancora un po’ la tutela di chi viene attaccato dalla criminalità?“Certamente, ed è un dovere del legislatore. Bisogna specificare meglio le cause di giustificazione e rafforzare le presunzioni sulla proporzione tra difesa e offesa all’interno del domicilio e dei luoghi di lavoro, soprattutto nei casi di grave perturbamento psichico causato dall’aggressione”.Garantire l’applicazione della legittima difesa anche fuori dalla flagranza non rischia di incappare nelle sentenze della Corte costituzionale.“Il rischio c’è. Se si tenta di estendere la scriminante a contesti avulsi dall’attualità del pericolo, la scure della Consulta è molto probabile, poiché la Corte ritiene intoccabile il monopolio statale dell’uso della forza e il principio per cui la difesa privata non può trasformarsi in una punizione. Tuttavia credo che si possa lavorare sulla valutazione dello stato emotivo dell’aggredito legando la non punibilità alla continuità della reazione emotiva causata dall’azione criminale”.Se fosse al Quirinale darebbe la grazia a Roggero?“Sì. La grazia direbbe che lo Stato riconosce la differenza tra chi delinque con previsione e volontà e chi sbaglia schiacciato dal terrore e dall’aggressione criminale”.