Può capitare a qualsiasi automobilista di imboccare la corsia sbagliata al casello autostradale, ad esempio entrando per errore in quella riservata al telepedaggio oppure trovandosi davanti a una sbarra che non si apre. In situazioni come queste, la tentazione di inserire la retromarcia per cambiare corsia può sembrare la soluzione più semplice, ma è anche una delle infrazioni più gravi previste dal Codice della Strada.

Oltre a rappresentare un serio pericolo per la sicurezza degli altri utenti, questa manovra può comportare una multa molto elevata, la perdita di punti sulla patente e, in alcuni casi, anche la sospensione del documento di guida.

Perché la retromarcia al casello è vietata

Le aree dei caselli autostradali sono considerate parte integrante dell’infrastruttura autostradale. Per questo motivo si applicano le stesse regole previste per chi circola in autostrada. L’articolo 176 del Codice della Strada vieta espressamente la retromarcia lungo le autostrade e sulle strade extraurbane principali, comprese le corsie di emergenza, salvo le manovre consentite all’interno delle aree di servizio o dei parcheggi.

Nel corso degli anni anche la giurisprudenza ha confermato questa interpretazione, estendendo il divieto alle zone immediatamente precedenti e successive ai caselli. In pratica, non esiste alcuna tolleranza per chi arretra anche solo di pochi metri per cambiare corsia. Le uniche eccezioni riguardano i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine impegnati in servizio, quando operano con i dispositivi di emergenza attivati.