La posizione della compagnia irlandese nell'inchiesta e il nodo della riservatezza richiesto dagli americani all'ad: cosa c'è da sapere

Continuano gli sviluppi sul finestrino rotto su un volo Ryanair, quando il cedimento di un oblò durante una decompressione ha quasi trascinato fuori dall’aereo un passeggero. Secondo quanto riporta oggi Repubblica il National Transportation Safety Board (NTSB), l’agenzia federale statunitense che guida l’inchiesta, accusa l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, di aver violato le regole internazionali che disciplinano le indagini sugli incidenti aerei.

Cosa ha detto O’Leary e perché alla NTSB hanno perso la pazienza

In una lettera di due pagine firmata dalla presidente dell’NTSB, Jennifer Homendy, inviata all’ad della compagnia irlandese si invita O’Leary a interrompere qualsiasi dichiarazione, pubblica o privata, sulle possibili cause dell’incidente. Tutta colpa delle dichiarazioni del manager fatte durante la conference call dedicata ai risultati finanziari del gruppo. In quell’occasione O’Leary ha ipotizzato che un oggetto estraneo fosse stato aspirato dal motore durante il decollo, escludendo implicitamente qualsiasi legame tra l’avaria e l’età del velivolo, un Boeing 737 con 18 anni di servizio. Per la compagnia l’aereo era stato sottoposto a una revisione completa nei due anni precedenti. Nella lettera l’NTSB precisa che «i nostri investigatori non hanno ancora escluso che l’età dell’aeromobile o problemi di manutenzione possano aver contribuito all’evento».