Firenze, 23 luglio 2206 – Si è spenta Mirella Stanzione, tra le ultime sopravvissute italiane al campo di concentramento nazista di Ravensbrück, il principale lager destinato alle donne. Aveva dedicato gran parte della sua vita a mantenere viva la memoria della deportazione, tanto da diventare una figura di riferimento dell'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) e un'instancabile testimone nelle scuole e negli incontri pubblici.

A darne notizia è Aned Firenze, che ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa della deportata politica, ricordandone il lungo impegno civile e il contributo dato alla ricostruzione della storia delle donne deportate nei lager nazisti.

La sua storia

Nata alla Spezia nel 1927, Mirella Stanzione fu arrestata il 2 luglio 1944 insieme alla madre a causa dell'attività antifascista della famiglia. Dopo la detenzione nelle carceri di Spezia e Genova e il successivo trasferimento nel campo di transito di Bolzano, venne deportata a Ravensbrück, dove visse la prigionia, il lavoro forzato e la drammatica evacuazione del campo prima di poter rientrare in Italia al termine della guerra.

Per molti anni, come accadde a numerose deportate, preferì non parlare di quell'esperienza. Solo in seguito decise di rompere il silenzio e di trasformare il ricordo della persecuzione in un impegno pubblico, partecipando a incontri con gli studenti, iniziative dell'Aned e progetti dedicati alla trasmissione della memoria storica.