TRENTO. Perché i cittadini trentini che devono sottoporsi alle visite specialistiche neuropsicologiche per l'accertamento dell'idoneità alla guida vengono inviati a Bolzano anziché poter effettuare gli esami sul territorio provinciale? È la domanda al centro di un'interrogazione presentata dalla consigliera provinciale Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) alla Giunta provinciale.
Secondo quanto evidenzia Coppola, la Commissione medica per l'accertamento dell'idoneità alla guida della Provincia autonoma di Trento dispone, nell'ambito delle proprie procedure, visite specialistiche neuropsicologiche previste dalla normativa per garantire la sicurezza stradale. Tuttavia, molti cittadini residenti in Trentino vengono indirizzati al settore di psicologia della sicurezza viaria con sede a Bolzano, anziché presso strutture sanitarie della provincia.
La consigliera sottolinea come questa organizzazione comporti «evidenti disagi» per gli utenti, costretti a spostamenti fuori provincia spesso gravosi, soprattutto per persone già interessate da limitazioni alla mobilità o impegnate nelle procedure di verifica dell'idoneità alla guida. Inoltre, osserva, tale prassi potrebbe determinare sovrapposizioni nei rapporti di collaborazione tra le due Province autonome.










