Che paese sono gli Stati Uniti a 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza? Un paese che deve la sua storia e il suo volto alle persone migranti che l’hanno popolato, almeno a leggere i dati dell’American community survey, l’indagine a campione dell’ufficio del censimento degli Stati Uniti. Alla vigilia del 4 luglio il New York Times ha usato questi dati per costruire una mappa interattiva intitolata “How a nation of immigrants traces its roots”.

“In 250 anni il paese ha assorbito più di cento milioni di persone”, scrive il quotidiano. “Oggi la quota di popolazione nata all’estero è la più alta di sempre, e i divieti d’ingresso su larga scala dell’amministrazione Trump riecheggiano le politiche di esclusione adottate un secolo fa in risposta a condizioni demografiche simili. Quelle politiche hanno definito gli americani per generazioni”, si legge nell’introduzione.

La prima mappa mostra l’ancestry, cioè l’origine familiare dichiarata dagli intervistati nel censimento, in una domanda a cui rispondono anche i discendenti di immigrati arrivati generazioni fa. Non ci sono caselle da spuntare, ognuno scrive liberamente la propria ascendenza (con l’eccezione delle appartenenze religiose, che il censimento non registra) e, come spiegato nella metodologia dell’articolo, le persone possono dichiarare più origini o ascendenze e quindi comparire in più categorie. Emerge una mappa coropletica a strati, dove i colori di quasi duecento ascendenze si mescolano in proporzione alla loro presenza.