Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl Testo unico su adempimenti e accertamento conclude il proprio cammino parlamentare ed è pronto per tornare in consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Ieri è arrivato l’ultimo parere mancante sullo schema di dlgs varato in via preliminare dal cdm il 22 aprile. Ai pareri positivi delle commissioni bilancio e finanze del Senato e della commissione finanze della Camera, si è aggiunto ieri l’ok della commissione bilancio di Montecitorio che ha ribadito l’esigenza di aggiornare il provvedimento sostituendo i riferimenti normativi al vecchio Tuir (dpr n.917/1986) con quelli contenuti nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, ossia il dlgs 19 giugno 2026 n.117 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.152 del 3 luglio.

Fondi pensione e Tfr: la sceltaLe nuove regole di adesione alla previdenza integrativa e le prestazioni: guida alle decisioni per lavoratori e aziendeIl coordinamento normativo con il nuovo Testo unico

«Abbiamo espresso parere favorevole a un provvedimento che contribuisce a rendere più ordinato e coerente il sistema fiscale. Personalmente ho però ritenuto necessario chiedere al Governo un aggiornamento dei riferimenti normativi, perché nel frattempo è entrato in vigore il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. È un intervento tecnico, ma essenziale per evitare richiami superati e garantire certezza e chiarezza nell’applicazione delle nuove norme», ha spiegato la relatrice Carmen Letizia Giorgianni (Fdi). Una considerazione in linea con quanto già affermato dalla commissione bilancio di palazzo Madama e dalla commissione finanze di Montecitorio.