In un’annata cinematografica che vede scontrarsi, tra sequel e progetti inediti, alcuni tra i blockbuster più chiacchierati dell’ultimo periodo, l’uscita di “Dune - Parte Tre” sembra voler imporsi come un successo preannunciato. Terzo appuntamento della saga tratta dall’omonimo ciclo di romanzi di Frank Hebert e diretto, ancora una volta, dal visionario Denis Villeneuve, il film ci riporta tra le atmosfere desertiche e inospitali di Arrakis, promettendo di andare oltre il tasso di spettacolarità e coinvolgimento dei precedenti capitoli, per una conclusione che potrebbe addirittura porsi al vertice dei titoli più riusciti del cineasta.

Dopo un ciclo di quattro mesi di produzione, cominciato a luglio dello scorso anno e terminato a novembre, “Dune - Parte Tre” andrà a includere, con buona probabilità, non soltanto il contenuto del libro “Messia di Dune”, ma anche alcuni estratti da “I figli di Dune”. Ripartendo dalle conseguenze e dal peso delle decisioni compiute da Paul Atreides nel precedente film, la storia riprenderà circa vent'anni dopo, quando il Lisan al-Gaib avrà ormai consolidato il proprio potere alla guida dell'Imperium.

Una novità ben indicativa della portata del progetto è stata la scelta di effettuare le riprese su pellicola, includendo anche l’utilizzo del formato IMAX. Si tratta di una soluzione non scontata, poiché in passato è stato preferito il formato digitale, e compiuta, stando a quanto dichiarato, per allinearsi meglio alla direzione della fotografia di Linus Sandgren, subentrato al posto del precedente Greig Fraser.