Il CERN ha raggiunto un nuovo traguardo nello sviluppo di High-Luminosity Large Hadron Collider (HL-LHC), il programma di aggiornamento del più grande acceleratore di particelle del mondo che entrerà in funzione nel 2030. Presso l'impianto di prova IT String (Inner Triplet String), la nuova generazione di magneti quadrupolari superconduttori ha raggiunto con successo la corrente nominale di esercizio pari a 16.230 ampere, completando una fase fondamentale del processo di validazione dell'infrastruttura.
Il risultato rappresenta un passaggio chiave verso la futura configurazione dell'acceleratore, progettata per aumentare sensibilmente la luminosità del Large Hadron Collider – attualmente spento proprio per prepararsi all'aggiornamento. Un numero maggiore di collisioni tra protoni consentirà infatti di raccogliere dataset più estesi, migliorando la precisione delle misure sperimentali e aumentando le possibilità di osservare fenomeni estremamente rari, compresi eventuali effetti che vadano oltre il Modello Standard della fisica delle particelle.
I nuovi magneti costituiscono un'evoluzione significativa rispetto agli attuali magneti dell'Inner Triplet realizzati in niobio-titanio. Le nuove bobine superconduttrici impiegano infatti niobio-stagno (Nb3Sn), materiale che permette di raggiungere campi magnetici di 11,3 tesla, circa il 35% superiori rispetto alla generazione oggi installata nel LHC. Parallelamente è stato aumentato anche il diametro utile interno dei magneti, passato da 70 a 150 millimetri, caratteristica che consente di focalizzare con maggiore precisione i fasci di protoni prima della collisione e incrementare così il numero di interazioni prodotte.









