Tanti filmano, ma nessuno interviene per aiutare l'uomo che, a piedi nudi, le ciabatte a fianco, sdraiato sulla strada, si dimena e urla in evidente stato confusionale. È solo, sull'asfalto, vicino a una scaletta che collega il giardino alla zona dei garage. L'uomo è Abderrahim Fakir, ed è così che viene mostrato nei video girati prima della colluttazione con i poliziotti, terminata poi con la sua morte, il 19 luglio poco prima delle 13, in via Svevo a Bologna, nel quartiere Pilastro.
I numerosi filmati girati dai residenti sono stati acquisiti dalla Procura, che indaga per accertare cause e circostanze del decesso, e si aggiungono ai contenuti della bodycam di uno dei due agenti coinvolti. In attesa dell'autopsia, fissata per venerdì, gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con completezza quanto accaduto.
In uno dei nuovi video, pubblicato dal tg di La7, la polizia è già arrivata ma resta a distanza. Prima dell'inizio del contatto fisico, culminato con l'immobilizzazione a terra, passerebbero circa 30 minuti, durante i quali gli agenti parlerebbero con l'uomo, di origine marocchina, nel tentativo di calmarlo. In altri spezzoni si vede Fakir scagliarsi contro le porte delle autorimesse. Sarebbe stato il gesto contro un'auto in arrivo a far scattare l'intervento dei due poliziotti, che lo avrebbero bloccato a terra usando anche lo spray al peperoncino a distanza ravvicinata dal volto, secondo quanto ricostruibile dalle immagini. Gli agenti lo avrebbero tenuto fermo, salendogli sulla schiena, fino a quando l'uomo non ha smesso di muoversi. A quel punto i soccorritori della Croce Rossa hanno tentato di rianimarlo, senza riuscirci.










