Per nove giorni la sua nuova famiglia ha cercato ovunque, temendo il peggio. Scooby era arrivato da poco in quella casa, ancora incapace forse di capire che quella porta aperta davanti a lui non era una prigione, ma il luogo dove qualcuno aveva deciso di amarlo. Poi, quando ormai la speranza iniziava a vacillare, è successo qualcosa di inaspettato: il cane è ricomparso proprio davanti alla sua nuova casa, come se avesse finalmente ritrovato il posto a cui tornare.
«Ora capisco come si sentiva il padre del figliol prodigo», ha scherzato Jhuly Magalhães, la sua proprietaria, davanti al ritorno del suo cane. Il riferimento è alla parabola biblica del figlio che lascia la famiglia e, dopo un lungo periodo lontano, torna a casa accolto con gioia dal padre. Per Scooby, però, la storia ha avuto un significato ancora più speciale: quel viaggio lontano è stato il percorso di un cane abituato a sopravvivere per strada che forse doveva ancora imparare cosa significa avere un posto sicuro dove tornare.
Dalla strada a una nuova famiglia
Prima di diventare il cane di Jhuly, Scooby era un randagio che frequentava spesso la zona della paninoteca della famiglia, in Brasile, insieme a un altro cane senza casa. Ogni volta che arrivavano, trovavano per loro cibo e attenzioni. Poi un giorno Scooby si è presentato con una catena intorno al collo. Jhuly ha pensato che il cane fosse riuscito a liberarsi da una situazione di maltrattamento e ha deciso di portarlo con sé. Nonostante in casa ci fossero già sette gatti e due cani, la famiglia ha trovato spazio anche per lui, offrendogli tutto quello che probabilmente non aveva mai avuto: una cuccia, pasti regolari e persone pronte a prendersi cura di lui. Ma il passato da cane libero aveva lasciato il segno.






