HomeFerraraCronacaUn aiuto per i più fragili. Mano testa per ‘Respiro’, donazione all’AnffasConfagricoltura e Anpa hanno consegnato duemila euro all’ente benefico. Al centro l’accoglienza in centri riabilitativi per persone con disabilità. .Confagricoltura e Anpa hanno consegnato duemila euro all’ente benefico. Al centro l’accoglienza in centri riabilitativi per persone con disabilità. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciConfagricoltura e Anpa, il sindacato pensionati dell’organizzazione agricola, hanno donato duemila euro ad Anffas, attraverso la onlus ‘Senior – L’età della saggezza’, per sostenere il progetto ‘Respiro’, iniziativa dedicata alle persone con disabilità e alle loro famiglie. La consegna del contributo è avvenuta nella sede di Anffas Ferrara, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni coinvolte.

Il progetto ‘Respiro’, attivo da cinque anni, offre alle persone con disabilità periodi di accoglienza e permanenza in centri riabilitativi, dove possono sperimentare la convivenza in piccoli gruppi, accompagnate da operatori qualificati. Un’esperienza che favorisce l’autonomia personale e prepara gradualmente al cosiddetto ‘Dopo di Noi’, garantendo al tempo stesso un concreto sollievo ai caregiver familiari, che possono ritagliarsi momenti di riposo e recupero psicofisico dalla gestione quotidiana dell’assistenza. "Riteniamo questa iniziativa lodevole e assolutamente meritevole di sostegno" ha dichiarato la presidente di Confagricoltura, Claudia Guidi, presente all’incontro insieme al direttore Paolo Cavalcoli, al presidente provinciale di Anpa Roberto Lambertini e al presidente regionale Stefano Spisani. "Siamo felici di poter offrire il nostro contributo a un progetto che promuove il diritto delle persone con disabilità a una vita libera, tutelata e il più possibile indipendente". Lambertini e Spisani hanno richiamato l’attenzione anche sulla condizione dei caregiver in Italia. "Le persone con grave disabilità che necessitano di assistenza continuativa superano i 3,5 milioni. Servono tutele, congedi e sostegni economici concreti per riconoscere il ruolo fondamentale dei familiari, spesso donne e giovani, che ogni giorno si fanno carico della non autosufficienza".