HomePontederaCronacaIl tartufo sfida la siccità. Annata frenata dal caldo: "Ora però serve pioggia"Il 2026 positivo per il nero con prezzi accessibili: siamo a 40 euro l’etto. Il clima decide il destino: verso la sfida d’autunno. Il punto con Monica Nacci.Monica Nacci di Nacci TartufiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn’estate da incorniciare, almeno fino a quando il caldo estremo non ha iniziato a cambiare le carte in tavola. La raccolta del tartufo nero estivo, lo scorzone, ha regalato settimane di abbondanza, qualità e prezzi accessibili, riportando ottimismo tra cercatori e operatori del settore. Ma ora l’emergenza siccità rischia di compromettere il finale di stagione e di condizionare anche il futuro del tartufo bianco.

"Da quando è iniziata la raccolta abbiamo registrato un’apprezzabile abbondanza, con un incremento significativo rispetto allo scorso anno e pezzature di ottimo livello", spiega Monica Nacci di Nacci Tartufi. Lo scorzone, molto richiesto soprattutto dalla ristorazione, si è mantenuto su quotazioni intorno ai 40 euro l’etto, rendendosi protagonista di una stagione positiva.

Nelle ultime settimane, però, il quadro è cambiato radicalmente. "I boschi sono aridi, il caldo torrido sta seccando tutto, la terra è durissima e anche i cani faticano a scavare. Per questo stiamo assistendo a un calo della raccolta. Adesso serve acqua". Le piogge abbondanti dell’inverno e della primavera avevano creato le condizioni ideali per lo sviluppo del fungo ipogeo, grazie al giusto equilibrio tra umidità e temperature in aumento. Oggi, invece, la prolungata assenza di precipitazioni mette a rischio la naturale riproduzione del tartufo.