Lo troviamo mentre sta trascorrendo le vacanze con la famiglia e i suoi due figli – l’ultimo nato a giugno – in Puglia. L’intervista al telefono con l’attore Lino Guanciale è piacevolmente interrotta dalla signora che gli consegna le marmellate e poi dal figlio più grande (quasi cinque anni) che non trova la palla. Momenti preziosi. "Sono giorni di pace che riesco a ricavare tra tanti impegni, familiari e di lavoro, un po’ come tutti", dice. E non sono soltanto impegni sulla ribalta teatrale, televisiva e, presto – ma il progetto è ancora top secret – anche cinematografica.
La formazione delle nuove leve di attori è importante per lei?
"Come si dice, quando insegni comprendi meglio ciò che fai. Quindi sì, è assolutamente fondamentale. Sono docente legato al Piccolo Teatro di Milano, preparo al mestiere di attore, attraverso le accademie, ragazzi tra 18 e 25 anni".
Com’è questa nuova generazione di aspiranti attori?
"Molto stimolante. Da una parte li trovo un po’ disorientati per il periodo storico in cui sono cresciuti, povero di riferimenti. Però mentalmente sono velocissimi nel comprendere le cose e fare sintesi tra concetti, con grandi abilità anche nell’approfondimento anche se a volte con un pizzico di insicurezza. Ma hanno disponibilità a conoscere".






