La città si prepara ad accogliere la sua festa più antica. È quella di San Giovanni Battista che pare risalga addirittura a un rito pagano dei fenici. Una festa ricca di tradizione e di devozione che avrà il suo culmine sabato e domenica con il corteo storico di carri e calessi dietro la grande tracca a forma di vela, che sarà pronta e mostrata a tutti sabato mattina fuori dalla casa dell’obriere. E proprio l’obriere Stefano Campus e l’obriera, sua moglie Daniela Porcu, hanno presentato il programma della festa e le sette traccheras, emozionatissime, le fanciulle che avranno l’onore di salire sulla tracca e di accompagnare San Giovanni con i loro canti, i suggestivi goccius.
Entusiasmo e impegno
Sono tutte giovanissime ed entusiaste: Anastasia Piras 16 anni, Greta Piras 14, Alessandra Mulliri 16, Enrica Portas 14, Angelica Melis 12, e le più piccole Mia Ibba e Eleonora Sollai, entrambe 10 anni. Da giorni si preparano con grande dedizione per imparare i goccius, davanti agli occhi commossi e orgogliosi dei loro genitori. «Per tutte noi è la prima partecipazione alla festa come tracchere», dice Eleonora Sollai, «in questi giorni abbiamo imparato i goccius e messo la prima stellina di carta nella tracca. Sono davvero felicissima». Alessandra Mulliri confida: «È una bellissima esperienza che ti fa conoscere tante persone e ti rende orgogliosa di tramandare le tradizioni. Un onore per noi». La piccola Mia Ibba ha uno spettatore speciale che la osserverà da lassù: «So che mio nonno Gigi Ibba sarà orgoglioso di me, e che, ovunque sia, mi accompagnerà in questa esperienza».






