Domani ci sarà anche un incontro tra Marco Rubio e Sergej Lavrov per provare a finire la guerra

Risolve la crisi ai vertici del potere ucraino Volodymyr Zelensky, almeno in parte. Al posto del duro generale Syrsky, troppo vecchio stampo e poco incline ad avallare le innovazioni tecnologiche della guerra combattuta con droni e intelligenza artificiale, che ha permesso a Kiev di tenere in scacco Mosca, arriva al comando delle Forze armate Mykhailo Drapatyi.

Nel 2022, quando la Russia avviava l'invasione su larga scala, l'allora generale di brigata Drapatyi fu uno dei protagonisti capaci di fermare l'avanzata di Mosca. Ma Drapatyi è soprattutto un alleato di Mykhailo Fedorov, il ministro della Difesa defenestrato da Zelensky proprio per aver chiesto riforme nella leva e nello sviluppo tecnologico, che presto verrà riportato al Governo con un ruolo di coordinamento, non ancora ben precisato, sull'onda delle proteste popolari.

Zelensky chiede la produzione autonoma di Patriot

Zelensky oggi ha anche incontrato l'ambasciatore americano presso la NATO, Matthew Whitaker, per cercare di chiudere l'accordo, vitale per Kiev, sulla produzione autonoma dei Patriot, e incassa la partecipazione del Regno Unito al prestito di sostegno all'Ucraina da 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, annunciato dal Consiglio dell'Unione europea.