il caso open aiSegui Domani su Google22 luglio 2026 • 19:50Aggiornato, 22 luglio 2026 • 19:57Al di là delle ricostruzioni fantascientifiche, la verità è che le Ia non si ribellano, ma sfruttano gli obiettivi, le falle e la libertà che le concediamo. È quanto avvenuto anche nella vicenda, comunicata dalla stessa società di Sam Altman, riguardante l’attacco a Hugging FaceUn’intelligenza artificiale di OpenAI evade dall’ambiente in cui i programmatori pensavano di contenerla, si collega autonomamente a internet e attacca Hugging Face: una piattaforma che ospita modelli, dataset e strumenti per sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo è procurarsi le soluzioni necessarie a superare ExploitGym, il test con cui i ricercatori volevano valutarne le capacità in ambito di cybersicurezza. Ogni volta che si verifica un caso di questo tipo, si moltiAndrea Daniele SignorelliMilanese, classe 1982, giornalista. Scrive di nuove tecnologie, politica e società. Nel 2021 ha pubblicato Technosapiens, come l’essere umano si trasforma in macchina per D Editore.
Cosa ci può insegnare (davvero) il caso dell’agente Ia «sfuggito al controllo» dei suoi creatori
Al di là delle ricostruzioni fantascientifiche, la verità è che le Ia non si ribellano, ma sfruttano gli obiettivi, le falle e la libertà che le concediamo. È quanto avvenuto anche nella vicenda, comunicata dalla stessa società di Sam Altman, riguardante l’attacco a Hugging Face











