È di 31 soggetti indagati e 21 milioni di euro sequestrati il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza che ha colpito un vasto sistema di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nel settore del commercio di materiali ferrosi. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, è stato eseguito in diverse regioni italiane e si inserisce in un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per contrastare un articolato meccanismo di riciclaggio e evasione fiscale attraverso società di comodo.
Le indagini e la fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Guardia di Finanza, l’operazione ha preso il via sul finire del 2024 dopo l’analisi di alcune operazioni finanziarie sospette rilevate sul conto corrente di un acconciatore napoletano. Da questi primi accertamenti, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha sviluppato un’indagine che ha portato a scoprire un sistema di underground banking (banca clandestina) basato sull’erogazione di contante in cambio di bonifici, attraverso l’utilizzo di società “schermo” formalmente attive nel commercio di materiale ferroso.Il meccanismo illecito scoperto
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sistema si articolava in diverse fasi. Alcune società “cartiere” emettevano fatture per operazioni inesistenti nei confronti di altre società operanti nel settore dei materiali ferrosi. Queste ultime pagavano le fatture tramite bonifici bancari. Una volta ricevuti i fondi, le società cartiere trasferivano le somme su conti correnti esteri. Infine, le società utilizzatrici delle fatture false ricevevano indietro, al netto di una commissione, il denaro bonificato sotto forma di contanti. Questo stratagemma permetteva di reintrodurre denaro contante nei circuiti finanziari in modo apparentemente lecito e di trasferirlo all’estero, assicurando alle società indebiti vantaggi fiscali e la disponibilità di liquidità non tracciata.Le cifre dell’operazione






