Negli ultimi cento anni la speranza di vita è aumentata in modo significativo, arrivando a 73,8 anni, grazie al forte calo delle malattie infettive, della mortalità materna e infantile e ai progressi nella prevenzione e cura delle patologie croniche.

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Tuttavia, questi anni guadagnati non sono necessariamente vissuti in buona salute, come evidenzia un nuovo studio pubblicato su The Lancet Public Health (fonte in inglese). Poiché l’aumento della speranza di vita supera i progressi nell’aspettativa di vita in buona salute in quasi tutti i 204 Paesi e territori analizzati, gli autori sostengono che i sistemi sanitari debbano spostare l’attenzione dal semplice prolungamento della vita al miglioramento della qualità di questi anni extra.

A livello globale, nel 2023 le persone hanno trascorso in media il 14,5% della propria vita in cattive condizioni di salute. Secondo i ricercatori, una maggiore aspettativa di vita è sempre più accompagnata da malattie non mortali e disabilità.

Nei Paesi in cui si vive più a lungo si registrano anche più anni trascorsi in cattiva salute. Ciò suggerisce che l’aumento della longevità stia estendendo il periodo di malattia e disabilità lungo l’età adulta, invece di rinviarlo agli ultimissimi anni di vita.