“Non ho parlato con nessuno”, “Valuteremo”, “Ci sono un po’ di nomi”. Le dichiarazioni di Giovanni Malagò sul nuovo commissario tecnico della Nazionale nelle scorse settimane – dopo la sua elezione a presidente della Figc – erano sempre state molto vaghe e generiche. Nessun indizio, nessun nome. Malagò non si era mai sbottonato. Venuto fuori il profilo di Pep Guardiola – con l’ormai noto incontro a Barcellona tra l’ex Manchester City, il direttore tecnico Figc Paolo Maldini e l’advisor Leonardo – Malagò si è finalmente sbilanciato a Cronache di spogliatoio: “Si son fatte delle eccezioni, eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto“, ha dichiarato il presidente della Figc.
La linea è chiara: per Guardiola si possono fare delle eccezioni. Economiche, di progetto, di qualsiasi natura. Perché Guardiola mette tutti d’accordo e non ha bisogno di presentazioni: è uno dei migliori allenatori del mondo, ha vinto in mezza Europa, ha rivoluzionato il calcio. Non ci sarebbe scelta migliore, insomma. “Credo però sia stato comunque giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo. Non è assolutamente una mancanza di rispetto o di riguardo nei confronti di altri soggetti, perché sugli altri soggetti il confronto è già partito e poi uno può optare su qualcheduno che magari è generazionalmente di una scuola chiamiamola più recente e lì la questione è molto soggettiva“, ha proseguito Malagò.











