Bonu tempu e malu tempu nun dura tuttu tempu, dice il proverbio e lo ripete come un mantra Salvatore, 78 anni, seduto all’ombra di un albero in piazza Vittorio Emanuele II, davanti alla chiesa madre. Siamo a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il Comune più caldo della Sicilia, quando lunedì le temperature hanno toccato i 46 gradi. Ieri sono salite a 46,2, mai registrata dalla stazione Sias mentre il termometro della farmacia in paese segna addirittura 47 gradi. «Oggi abbiamo ritoccato il record – conferma Giuseppe Pasotti, dirigente del Sias – Non risultano in passato valori superiori ai 44 gradi. Un dato del tutto inedito. Il record assoluto in Sicilia resta quello del 2021, 48,8 gradi a Floridia, Siracusa».

Sotto gli alberi, insieme a Salvatore, altri sei pensionati cercano refrigerio. «È un modo per contarci, per vedere se siamo ancora tutti vivi», dice Giuseppe, 83 anni. Tutti guardano la croce della farmacia, che aggiorna la temperatura ogni 30 secondi: 45 gradi alle 9,45. «A casa, pure col condizionatore, saltano i nervi, e siamo di peso alle mogli. Qui si chiacchiera, poi tra mezz’ora andiamo via perché si brucia». Qualcuno è seduto sui gradini della chiesa. Non si sta meglio dentro? «Peggio, si soffoca». Le mura ottocentesche non reggono al caldo. «La chiesa è un rifugio di anime peccatrici, il caldo serve a estirpare le pene», dice don Tonino Puglisi, 63 anni, da due anni alla guida della parrocchia, che sembra uscito dalla penna di Guareschi. «Il caldo si sconfigge col ventilatore, non col condizionatore, che rovina l’ambiente». È ambientalista? «No, sono per la cementificazione. E per un’ora di messa non è mai morto nessuno». A pochi metri, in municipio, i condizionatori funzionano a pieno regime. «Siamo chiamati la città del Sole perché Santa Croce è tra le zone più esposte al sole in Sicilia – spiega il sindaco Giuseppe Dimartino – Abbiamo una grande presenza di impianti fotovoltaici e richieste anche da multinazionali estere. In questi giorni abbiamo sensibilizzato anziani e fragili, con un presidio della protezione civile attivo».