Di: Radiogiornale - Naima Chicherio / AFP / M. Ang. La guerra contro l’Iran è costata finora agli Stati Uniti più del previsto: 37 miliardi e mezzo di dollari. Lo ha dichiarato poche ore fa il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth durante un’audizione davanti a una commissione del Senato USA, alla quale ha chiesto finanziamenti supplementari urgenti. Due mesi fa la stima era inferiore del 30%. “La stima di cui disponiamo a oggi è di 37,5 miliardi di dollari”, ha detto Hegseth, precisando che tale importo include alcuni costi previsti fino alla fine di settembre. Il segretario ha inoltre difeso la richiesta dell’amministrazione Trump di uno stanziamento supplementare di 67 miliardi di dollari per il Pentagono.Hegseth, insieme al capo di Stato Maggiore dell’esercito USA, il generale Dan Caine, ha affermato che tale stanziamento è “urgente” e “necessario”. Ma la senatrice democratica Jeanne Shaheen ha contestato questa valutazione, affermando che il ministro disponeva ancora di 75 miliardi di dollari non spesi. “Perché chiedete al popolo americano di farsi carico del costo di una guerra che non sostiene, invece di richiedere l’autorizzazione a trasferire fondi già stanziati ma non spesi?”, ha chiesto. Secondo Hegseth, questi fondi sono stati “destinati” ad altri progetti del presidente Donald Trump, come l’”American Golden Dome” o altri investimenti nel settore degli armamenti.I fondi richiesti, inoltre, non tengono conto dei costi di ricostruzione delle basi militari statunitensi in Medio Oriente.La stima iniziale del Pentagono, secondo fonti interne, non includeva alcune voci di spesa. Non era stato previsto, in particolare, di dover riparare basi militari statunitensi e altre strutture danneggiate o distrutte in questi mesi dall’Iran. C’è stata quindi una sottovalutazione delle conseguenze materiali di questa guerra. Pete Hegseth ha detto che senza finanziamenti supplementari bisognerà fare delle rinunce. Ha evocato gli stipendi del personale militare, gli investimenti nelle capacità future, ma anche un’eventuale riduzione dell’addestramento militare. Lo ha fatto proprio poche ore prima del rientro in patria delle salme dei soldati statunitensi caduti, che sono almeno 18, ai quali vanno aggiunti un centinaio di feriti. Quindi ha indirettamente suggerito che i costi umani potrebbero aumentare se la difesa non ricevesse più fondi. Il mese scorso il presidente statunitense Donald Trump aveva chiesto al Congresso 90 miliardi in più. Hegseth ne ha chiesti 67. In un momento difficile sia a livello militare che politico. Ricordiamo che in Medio Oriente aumenta il rischio di un allargamento della guerra con le crescenti tensioni tra Houthi yemeniti e Arabia Saudita. Trump ha suggerito che potrebbe intervenire se gli Houthi bloccassero la navigazione nel Mar Rosso e questo metterebbe a dura prova le forze armate statunitensi, che sono già impegnate contro Teheran. A livello politico siamo a quattro mesi dalle elezioni di medio termine e i democratici stanno riprendendo il tema del conflitto in Iran per la loro campagna. La senatrice del partito Democratico Patty Murray, ad esempio, martedì ha parlato di crimini di guerra contro il popolo iraniano. Altri hanno accusato Trump di non mantenere le promesse. La guerra doveva essere rapida e non lo è. I Repubblicani, anche per questo tema, dovranno lottare per mantenere la maggioranza al Congresso. Conflitto Stati Uniti - Iran, ancora bombardamentiTelegiornale 22.07.2026, 12:30