Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Un fatto inaccettabile».Il presidente del consiglio Giorgia Meloni è intervenuta all'indomani degli scontri al corteo di Bologna per la morte di Abderrahim Fakir. Il sindacato dei poliziotti ha denunciato oltre 50 feriti tra le forze dell'ordine. Danneggiati sei mezzi delle forze dell’ordine. Incendiata un’auto del Comune. «Cercare la verità senza sconti, ma è irresponsabile alimentare l’odio contro gli agenti», ha ribadito il premier. Il sindaco Matteo Lepore, che aveva convocato il presidio ha messo le mani avanti: «Ieri due piazze, la nostra era pacifica». «Se come istituzioni non sosteniamo lo stato di diritto, non stiamo accanto alle vittime e lasciamo che nelle piazze ci vadano solo gli antagonisti, facciamo un errore incredibile perché regaliamo la sofferenza e la marginalità di questo Paese a chi non è democratico», ha spiegato. «Per le devastazioni e gli oltre 50 feriti tra le forze dell'ordine ieri sera in piazza a Bologna il sindaco Matteo Lepore si deve assumere la piena responsabilità. Convocare la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire in modo equilibrato è da irresponsabili, soprattutto per chi svolge un ruolo così importante come quello del sindaco di una città metropolitana», ha dichiarato invece il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo Polizia), Stefano Paoloni. «La vicinanza per la morte di una persona», ha concluso Paoloni, «è un sentimento indiscutibile, ma aizzare la popolazione, o parte di essa, contro le forze dell'ordine è molto pericoloso. Ai colleghi feriti esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza, speriamo che anche il sindaco Lepore non distingua la solidarietà umana tra chi veste una divisa e chi no». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha gettato acqua sul fuoco: «In Italia nessuno è al di sopra della legge, neanche la Polizia. La magistratura avrà tutta la collaborazione delle istituzioni».