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Confronto teso a In Onda (La7) tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il conduttore Luca Telese sulla situazione del campo progressista in vista delle prossime elezioni politiche. Rispondendo al direttore di Domani, Emiliano Fittipaldi, che chiede dove stiano sbagliando il Pd e l’alleanza di centrosinistra dinanzi alla continua ascesa di Roberto Vannacci e della destra, Schlein osserva: “Facciamo un passo indietro: quando sono stata eletta segretaria del Pd, mi sono trovata un partito in grande difficoltà. Era al minimo storico dei suoi sondaggi, cioè al 14%. Abbiamo lavorato sodo per ricostruire un’identità progressista sui fondamentali: sanità pubblica, scuola pubblica, lavoro dignitoso, politica industriale. E nel giro di un anno e mezzo abbiamo portato il Pd al 24% quando tutti i sondaggi una settimana prima degli europei lo davano tra il 19 e il 20″.

E aggiunge: “Nessun partito è cresciuto come il Pd in questi anni, sicuramente nel lato progressista. Poi abbiamo dovuto ricostruire un’alleanza: quando sono arrivata nel 2022, non c’era più il campo progressista, eravamo divisi in tre tronconi che non si parlavano più. Per tre anni abbiamo fatto proposte unitarie, come quella sul salario minimo e sul congedo paritario“. Telese insorge: “Posso dirle però che non ha risposto alla domanda di Fittipaldi? Se dobbiamo dire ‘bravissima, il Pd è stato lasciato da Enrico Letta a pezzi e oggi sta in una condizione migliore’, le facciamo i complimenti. Ma il punto è che, se si va a elezioni anticipate, voi non avete né il programma, né il leader – continua – La Meloni gioca tutto campo con la forza di un leader, ma mi sembra che, se ci sarà un voto anticipato, non sarete pronti. Arriverete nel 2027 e a malapena avrete finito il programma. Ancora non si sa cosa è la coalizione. Non voglio fare l’antipatico, però è una domanda che si fanno i vostri elettori. Loro dicono: ‘Ci piace Elly Schlein, ma quando concludono?'”.