Ministri e politici alla festa dei 100 anni: "Vogliamo più centri musulmani". A Strasburgo completato il più grande minareto d’Europa
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Le celebrazioni per i 100 anni dall'inaugurazione della Grande Moschea di Parigi, che ha visto sfilare al suo interno rappresentanti delle istituzioni per ascoltare gli imam, si intrecciano con una campagna per l'Eliseo nel segno della sicurezza. La riemersione dell'antisemitismo nelle piazze pro-Pal caratterizzate da fermi di decine di figli dell'immigrazione di seconda e terza generazione, o nelle proteste promosse da sindacati e partiti della sinistra francese, hanno rimesso l'islam politico e la sua penetrazione al centro del dibattito. E se per alcuni la Grande Moschea resta un gioiello architettonico per onorare i soldati delle colonie nordafricane e subsahariane caduti nella Prima Guerra Mondiale, secondo una delle massime studiose del movimento dei Fratelli musulmani, l'antropologa Florence Bergeaud-Blacker minacciata dagli islamisti tanto da vedersi cancellare convegni per ragioni di sicurezza, è oggi lo specchio per indagare la sottomissione di una parte della classe politica transalpina.Distante dai diktat della Fratellanza negli anni '80 e '90, la Grande Moschea amministrata da figure legate all'Algeria è diventata un'incubatrice di timori: Bergeaud-Blackler denuncia infiltrazioni silenziose capaci di oliare nuove concessioni all'islam, a dispetto di una repubblica indirizzata dalla laicità. E se due mesi fa il rettore-imam, Chems-Eddine Hafiz, veniva ricevuto dal nuovo sindaco mélenchoniano di Roubaix, David Guiraud, ha fatto il giro dei social il primo cittadino di Parigi, Emmanuel Grégoire, parlando al suo interno: "Meritiamo di avere più grandi moschee nel Paese per rispecchiare di più l'immagine dell'odierna Francia". Ad applaudire, lo scorso 15 luglio, anche il ministro dell'Interno, il macroniano Laurent Nuñez: "Gli imam sono nostri alleati" e "l'eterna unione tra Francia e islam", mentre la presidente della regione Île-de-France, Valérie Pécresse, neogollista, elogiava il "minareto che si innalza verso il cielo".







