Altro che finanziamenti-capestro, come li abbiamo definiti finora. Alcuni dei contratti che per anni hanno permesso a un'infinità di persone di comprare una macchina a condizioni solo apparentemente allettanti, ossia con anticipo zero e rate iniziali molto basse, non erano soltanto un sistema per vendere a caro prezzo assicurazioni non richieste, per vincolare il cliente alla concessionaria e per far incassare ai dealer e ai venditori le sontuose provvigioni garantite dalla vendita di polizze e denaro, come abbiamo raccontato nelle nostre precedenti inchieste. Sono stati giudicati anche usurari: prevedevano un tasso d'interesse superiore al limite massimo consentito dalla legge. Determinando il diritto, come vedremo, alla restituzione di tutti gli interessi e di tutte le spese pagati. Somme enormi, pari o poco inferiori al prezzo della macchina, a causa del combinato di importi da finanziare ingrossati da anticipi minimi e da robusti pacchetti assicurativi, durate molto estese e tassi d'interesse talmente elevati da risultare, appunto, nel ricalcolo effettuato dai consulenti finanziari, ampiamente fuorilegge.

I primi verdetti

Premesso che finora nessuna delle cause è passata in giudicato con sentenza definitiva, l'usura dei tassi di alcuni finanziamenti capestro è stata stabilita dai giudici del Tribunale e della Corte d'appello di Torino, che hanno dato ragione a uomini e donne che negli anni scorsi sono rimasti vittima del meccanismo. Ma che, forti del parere di un'avvocata, Emilia De Simone, che non ha esitato a sposarne la causa, hanno avuto la forza e il coraggio di trascinare davanti a un giudice alcuni colossi del credito al consumo. Quelli che, tramite alcune concessionarie, avevano prestato loro il denaro necessario per comprare la macchina e per acquistare – senza però conoscerne il costo, mai dichiarato in sede di preventivo – le assicurazioni a essa collegate. Ossia, pacchetti variamente combinati di coperture furto, incendio, atti vandalici, eventi atmosferici, kasko, valore a nuovo, cristalli, grandine, infortuni conducente e così via.