Due emendamenti ispirati dal Governo di Giorgia Meloni puntano a cambiare le regole in tema immigrazione su ricongiungimenti familiari e rimpatri. Le proposte entrano nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, dove è in discussione il decreto giustizia e migranti, con relatori Marco Lisei di Fratelli d’Italia ed Erika Stefani della Lega. La linea è netta. Da una parte una corsia rapida per manager, ricercatori, docenti universitari e lavoratori extra-Ue altamente qualificati, che potranno chiedere subito il ricongiungimento. Dall’altra una stretta sui trattenimenti: fino a dodici settimane in più nei casi di rischio di fuga o di ostacolo al rimpatrio.

La maggioranza punta a portare il decreto in Aula con il mandato al relatore. Ma gli oltre 500 emendamenti e l’ostruzionismo delle opposizioni possono rallentare l’esame e far approdare il provvedimento in Assemblea senza mandato.

Ricongiungimenti familiari

Un manager potrà portare subito la famiglia in Italia. Un muratore dovrà aspettare. La stessa linea separerà un ricercatore da un commesso, un professore universitario da un badante: per i lavoratori extra-Ue altamente qualificati il ricongiungimento familiare sarà immediato. Per gli altri resterà il requisito di due anni di residenza prima ancora di poter presentare la domanda. Una corsia preferenziale pensata per «incentivare gli ingressi di specifiche categorie di lavoratori particolarmente richieste dal mercato».