Come in bottega il più giovane impara dal senior, fianco a fianco. Ma lo sguardo è rivolto alle stelle e le mani sono impegnate nel realizzare tecnologie spaziali, come piccoli satelliti e propulsori: “Nello spazio non ci si può improvvisare, ogni errore si paga dieci volte tanto. È quindi importante affidarsi a grandi esperti lasciando al contempo campo ai giovani che riescono a contestualizzare tale esperienza in quello che è lo scenario dello sviluppo tecnologico di oggi”, racconta Chiara Pertosa, Ceo di Sitael, azienda italiana del settore aerospaziale che ha vinto il premio italiano Meccatronica 2026 di Confindustria Reggio Emilia. L’azienda ha realizzato un hardware spaziale proprietario, “per renderci autonomi”, spiega la Ceo.L’integrazione tra hardware e algoritmi, centrale nella physical AI che sta ridefinendo le industrie di ogni ambito, modifica infatti anche la domanda di skills. Il trasferimento di conoscenza, sul campo, da senior a junior diventa quindi parte del change management, perché l’esperienza accumulata su aspetti come progettazione e qualificazione deve essere integrata con le competenze su AI, software ed elaborazione dei dati.Il settore spaziale rende particolarmente evidente questa necessità, considerando la stretta relazione tra l’hardware e gli algoritmi: lo sviluppo di innovazione basata su intelligenza artificiale (ma non solo) richiede la definizione di processi di acquisizione del know how che si innestino su competenze maturate in anni di esperienza lavorativa.Indice degli argomenti