<p>Le insurance linked securities entrano nel 2026 con uno scenario apparentemente favorevole.
Le principali previsioni climatiche indicano infatti una stagione degli uragani atlantici più contenuta rispetto agli ultimi anni, sostenuta dal ritorno del fenomeno El Niño e da temperature oceaniche meno estreme rispetto al biennio precedente. </p> <p> </p> <p>Per gli investitori in bond catastrofali (cat bond), la forma liquida e negoziabile del mercato delle insurance linked securities che consentono alle compagnie assicurative e riassicurative di trasferire determinati rischi naturali (terremoti, alluvioni o uragani) agli investitori, il segnale è positivo ma non sufficiente per archiviare il rischio, sostengono Davide Saccone, Portfolio Manager, Head of Managers Selection & Esg e Alessia Farini, Analyst, Managers Selection & Esg di Quaestio Sgr. </p> <p> </p> <p>La storia recente insegna, infatti, che il rendimento di questa asset class non dipende dal numero complessivo di tempeste, ma dalla traiettoria dei singoli eventi e dalla loro capacità di generare perdite assicurative. </p> <p> </p> <p>Il caso più emblematico resta quello del 2022.
La stagione degli uragani atlantici si chiuse con un’attività complessivamente vicina alla media storica, ma l’arrivo dell’uragano Ian in Florida fu sufficiente per provocare perdite significative nel mercato riassicurativo e determinare un anno negativo per molte strategie insurance linked securities. </p> <h2>Il ruolo di El Niño: meno uragani nell’Atlantico, più attenzione al Pacifico</h2> <p>Il principale elemento alla base dell’attuale outlook è lo sviluppo di El Niño, il fenomeno climatico legato al riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale.






