Finzioni ed emersioni: la fotografia come un sogno

Cortona, 22 lug. (askanews) – La fotografia di Silvia Camporesi è, da sempre, una soglia sul mistero di ciò che stiamo guardando, uno sguardo che, sotto l’apparente neutralità dell’obbiettivo, apre porte che guidano verso altre dimensioni. Nella mostra “Paesaggio inverso”, che è parte del festival Cortona On The Move si è spinta ancora oltre, ricreando due luoghi sommersi – Fabbriche di Careggine nel lago di Vagli e la cittadina romana di Baia – portandoli alla luce attraverso la finzione fotografica, che si rivela peraltro straordinariamente realistica.

“Nella fotografia – ha detto la fotografa ad askanews – lo spettatore vede ciò che il fotografo vuole che lui veda e quindi ho sfruttato questa grande ambiguità della fotografia per fotografare dei luoghi che sono realmente esistenti ma che sono difficilmente raggiungibili e per cui li ho ricreati attraverso la scala, quindi dei modelli in scala e con atmosfere e prospettive realistiche li ho resi il più reale possibile, ovviamente con tutti i limiti del caso però ho cercato di avvicinarmi a quei luoghi nella impossibilità di farlo materialmente e l’ho fatto con gli strumenti della fotografia”.