di
Alessandro Ruta
Lo stadio da 4.300 posti, la stazione dei treni e dei pullman, i bar rimasti autentici: nella terra d'origine dell'allenatore campione del mondo
Luis de la Fuente per Haro era già speciale prima ancora di vincere tutto con la nazionale spagnola. Il commissario tecnico delle Furie Rosse in questo paese di 10mila abitanti della regione della Rioja è nato nel 1962 ed è stato omaggiato nel 2023 anche con l'intitolazione dello stadio municipale.Era già selezionatore delle Furie Rosse, naturalmente, visto che è subentrato a fine 2022, ma non aveva ancora conquistato né l'Europeo né il Mondiale. Ora è un vanto e un orgoglio entrare nel mito del calcio iberico, secondo tecnico a vincere la coppa del mondo dopo Vicente Del Bosque, che però era della ben più grande Salamanca. Ed eccoci dunque all'Estadio Municipal Luis de la Fuente. Ci gioca di solito il Deportivo Haro, che milita in quinta serie. Eppure l'impianto balza all'occhio per la capienza, 4.300 posti ufficialmente, e per un'architettura che forse c'entra poco con la categoria del club (mai andato oltre la Serie C spagnola), imponente, con un arco che ricorda in piccolo quello di Udine. Accanto, campi da padel, da basket, in un quartiere residenziale ma decisamente anonimo.












