HomeRavennaCronacaLa vittoria dei vocalist al Tar: "Stop sproporzionato e illegittimo. Violava la libertà economica"La sentenza spiega la bocciatura del regolamento adottato a fine marzo dall’allora commissario del Comune di Cervia: non basta invocare degrado e sicurezza per cancellare una professione.Il Papeete, un simbolo della movidaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon basta dire che una categoria "porta degrado" per impedirle di lavorare. E nemmeno si può cancellare con un tratto di penna una professione lecita se esistono strumenti meno invasivi per raggiungere lo stesso obiettivo. È questo, in estrema sintesi, il cuore delle motivazioni con cui il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei vocalist contro il Comune di Cervia, smontando il divieto assoluto introdotto dal regolamento sulla movida. Una decisione che ha già prodotto i suoi effetti: da un paio di weekend, tra Milano Marittima e Cervia, è tornato anche il classico “su le mani” dagli impianti dei locali sulla spiaggia.

La sentenza chiarisce perché il Comune ha perso. E lo fa poggiandosi su due principi fondamentali: la tutela della libertà di iniziativa economica e il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa. Il regolamento, approvato il 31 marzo scorso dal commissario prefettizio che allora amministrava Cervia, nasceva per disciplinare l’inquinamento acustico: limiti di decibel, orari, numero delle serate e utilizzo degli impianti. In quello stesso testo, però, era stato inserito anche il divieto totale dell’attività di vocalist negli stabilimenti balneari e nei pubblici esercizi.