HomeMagazineLargo al F*cktotum. E Rossini diventa un geniale realityDopo una manciata di minuti nei quali allo Sferisterio, al Macerata Opera Festival, aveva preso avvìo il rossiniano Barbiere di...Il barbiere di Siviglia andato in scena al Macerata Opera Festival con la regia di Daniele MenghiniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciDopo una manciata di minuti nei quali allo Sferisterio, al Macerata Opera Festival, aveva preso avvìo il rossiniano Barbiere di Siviglia, un paio di sguaiati buuu ci hanno provato, a innescare una delle solite, patetiche gazzarre tanto care a chi a teatro “vuole sognare” e dunque vorrebbe sempre il solito rassicurante tran-tran, in questo caso spagnolerie assortite e trite carinerie. Ci hanno provato, ma subito azzittiti dalla partecipazione via via sempre più convinta del pubblico che esauriva questo magnifico luogo teatrale e che alla fine ha tributato allo spettacolo di Daniele Menghini un sacrosanto trionfo.

Menghini (col concorso delle scene di Davide Signorini e degli strepitosi costumi di Nika Campisi) traduce la trama in un trash televisivo dei più esagerati – e quindi sempre intelligentemente “virgolettato” – d’una soap opera falso Settecento mischiata col reality più osceno, dove “il factotum della città” intitola il proprio format F*cktotum, e non occorre tradurre. L’umanità che popola un’opera in cui si trama, s’inganna, ci si traveste inseguendo i propri scopi più egoistici e cinici riassunti nel credo personale di Basilio “Vengan danari, al resto son qua io” viene descritta non con l’indulgenza sterilizzante della mossetta e della bocca a cuore, bensì messa a nudo in un surrealismo scenico ipercolorato e popolatissimo.