Un campus all’avanguardia dedicato alle nuove tecnologie e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. È questo il cuore del nuovo Masterplan di rigenerazione urbana per il potenziamento dell’Istituto Superiore "A. Cesaris" di Casalpusterlengo, commissionato dalla Provincia di Lodi e curato dallo storico collettivo milanese Foa Studio Architetti Associati. Il progetto, giunto alla sua stesura definitiva a giugno dopo una fitta serie di tavoli tecnici con il Comune e la dirigenza scolastica, si preannuncia come una delle operazioni di valenza sovracomunale più ambiziose del Lodigiano.

L’idea cardine si fonda sulla scelta urbanistica di superare le vecchie previsioni del Pgt, che destinavano metà dell’ex Consorzio agrario a edilizia privata residenziale e commerciale, per riconvertire l’intera area di 10.000 metri quadrati alla "città pubblica". Nasce così il “Campus della formazione e della conoscenza“, un polo integrato che unirà sotto un unico organismo architettonico gli oltre 1.200 studenti del Cesaris e i corsi di formazione professionale dell’Asfol. Tra le soluzioni studiate dagli architetti, la scelta è ricaduta sulla tipologia “a patio“: un edificio compatto con una facciata continua di 75 metri su viale Cadorna, che garantisce il minor consumo di suolo possibile e un’elevata permeabilità delle aree verdi circostanti. Il piano (oltre 12,6 milioni) ha l’ambizione di ridisegnare interamente l’accessibilità della zona nord della città. Il tratto terminale di via Monte Bianco sarà infatti pedonalizzato e inglobato nel campus, trasformandosi in una grande piazza civica coperta da pannelli fotovoltaici. Attorno a questa cerniera ruoteranno uno spazio ibrido polifunzionale di 650 metri quadri aperto alla cittadinanza, la riqualificazione del Parco della Montagnola con aule e orti didattici all’aperto, e il suggestivo “Parco dell’Acqua“, un museo tematico nato in sinergia con la vicina torre dell’acquedotto. Sarà inoltre prevista una Ztl 30, sistemi di moderazione del traffico, pensiline di ricarica per biciclette e una nuova fermata del trasporto pubblico. Mario Borra