HomePesaroCronacaCarlo Bo un quarto di secolo dopo. L’eterna gratitudine del suo AteneoIeri sobria cerimonia con il Magnifico Giorgio Calcagnini. Il suo ritratto nei pressi dell’aula magnaIeri sobria cerimonia con il Magnifico Giorgio Calcagnini. Il suo ritratto nei pressi dell’aula magnaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl 21 luglio 2001 moriva Carlo Bo. A venticinque anni esatti dalla sua scomparsa, lo storico rettore a cui oggi è intitolata l’università urbinate è stato ricordato ieri nel suo ateneo, con una sobria ma sentita commemorazione, che ha visto anche l’inaugurazione di una gigantografia a lui dedicata.

"Pur essendo io il primo rettore a non aver avuto la fortuna di parlarci di persona – ha esordito il rettore Giorgio Calcagnini – era doveroso ricordarlo nel quarto di secolo dalla scomparsa. Da lui in poi, un po’ in tutti i rettori che si sono succeduti, me compreso, c’è stato un richiamo al suo pensiero, al suo modo di guidare l’università. Un ateneo, il nostro, che da lui è stato plasmato come luogo di formazione di giovani che magari non avevano opportunità. Un luogo dove trovare servizi, strutture, una realtà a loro misura; e poi, concluso il percorso, tornare nelle proprie regioni vicine o lontane, dando impulso allo sviluppo di tanti territori, ad iniziare dalla nostra regione. Nel 2026, anno in cui ormai tutti i nostri studenti sono nati dopo la sua morte, lui ci lascia ancora il messaggio che l’università è una scuola, una scuola di vita e di formazione dove poter sviluppare le proprie propensioni in ambiti culturali diversi e realizzare i propri sogni".