Pozzallo è sotto shock dopo l’ennesimo episodio che ha messo a nudo la fragilità delle sue infrastrutture e l’irresponsabilità di chi, nella notte del 17 luglio, ha compiuto un gesto che la comunità definisce senza esitazioni un atto criminale. Alcuni ignoti hanno infatti manomesso pesantemente il quadro di comando elettrico della pompa di sollevamento di emergenza situata nel canalone della zona di piazza Padre Pio, collegando una presa volante artigianale dopo aver scollegato i fili principali dell’impianto. Un’azione compiuta con destrezza, che ha provocato un cortocircuito devastante e un grave guasto al contatore Enel che alimenta l’intera struttura. Un sabotaggio vero e proprio, che ha colpito nel momento di massima vulnerabilità dell’anno, quando la continuità del servizio idrico è un presidio sanitario essenziale per centinaia di famiglie alle prese con temperature estreme e ondate di calore senza precedenti.
La pompa danneggiata non è un semplice componente tecnico, ma un’infrastruttura salvavita per la sicurezza idraulica e l’approvvigionamento della zona. Privarne la cittadinanza significa esporre anziani, bambini e persone fragili a rischi drammatici, lasciandoli senza difese contro l’afa di questi giorni. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha espresso parole durissime: «Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Con questo atto si alza decisamente l’asticella del normale vandalismo notturno. Non si tratta più di una bravata, ma di un sabotaggio mirato ai danni della collettività». Un commento che riflette la rabbia di un’intera comunità, consapevole che le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più catastrofiche per l’ambiente e l’igiene pubblica dell’intero perimetro urbano.









