Un possibile accordo, un modo per chiudere i conti invece di dare corso ad un ruvido contenzioso in sede civile. Sul caso di Domenico Caliendo, c’è qualcosa in più di uno spiraglio, a proposito di risarcimento dei danni. Si va verso un’intesa tra il Monaldi e la famiglia del piccolo guerriero di Nola, alla luce del lavoro svolto in queste ore dal Comitato di valutazione di rischi. Un passo in avanti rispetto a quanto accaduto qualche mese fa, una possibile svolta che lascia ben sperare. Non è un caso che ogni passaggio del Comitato di valutazione dei rischi dell’azienda ospedale dei Colli viene notificato alla difesa della famiglia di Domenico, rappresentata dall’avvocato Francesco Petruzzi. E non è un caso che proprio i genitori di Domenico si sono lasciati andare a una dichiarazione dai toni rassicuranti. Spiega Patrizia Mercolino, madre di Domenico: «Io e mio marito abbiamo sempre creduto al confronto e alla possibilità di poter evitare lo strazio e l’onere, per noi ma anche per l’ospedale, di un processo civile».

Napoli, addio al grande caldo. Da giovedì 23 luglio temperature in caloUn commento a caldo da parte della donna, che parla anche a nome del marito Antonio Caliendo, a proposito della comunicazione con la quale l’ospedale Monaldi ha annunciato la conclusione dei lavori del comitato valutazioni sinistri. Il retroscena Un comitato che ha iniziato il proprio lavoro - bene chiarirlo - dopo la richiesta stragiudiziale di un risarcimento. I genitori di Domenico aggiungono: «Si tratta di una soluzione a cui ha sempre creduto anche il nostro avvocato Francesco Petruzzi», a proposito di una prima istanza inoltrata in ospedale appena qualche mese fa. Per Petruzzi l’accordo si inquadra perfettamente nelle finalità che persegue il tavolo tecnico sul contenzioso lavoristico e civilistico, oggetto, nei giorni scorsi di un incontro a cui hanno preso parte, tra gli altri, la presidente della Corte di Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, i direttori sanitari delle Asl e delle aziende ospedaliere, e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste.Spiega l’avvocato della famiglia Caliendo: «L’accordo potrebbe proprio essere la prima intesa che soddisfa gli obiettivi della convenzione tra Corte d’Appello, Regione, Avvocatura e Asl». Ed è ancora Patrizia Mercolino ad insistere su un punto: «Noi non abbiamo mai avuto astio nei confronti dell’ospedale, a differenza di quanto invece nutriamo contro i singoli indagati». A breve la struttura sanitaria dovrebbe convocare la famiglia e sul suo avvocato per l’atto finale di questo percorso risarcitorio. Gli accertamenti Un passaggio formale nel corso del quale si punta a fare sintesi tra le valutazioni che verranno licenziate dal Comitato dell’ospedale e le legittime aspettative da parte della famiglia. Va invece avanti l’inchiesta penale sulla morte del piccolo Domenico. Un caso drammatico su cui sono al lavoro i carabinieri del Nas, sotto il coordinamento del pm Giuseppe Tittaferrante e dell’aggiunto Antonio Ricci. Omicidio colposo è l’accusa principale, sette medici del Monaldi sotto inchiesta.Domenico Caliendo: «Conclusi i lavori del comitato valutazione sinistri»Tutto ruota attorno a quanto accaduto lo scorso 23 dicembre. Dal Monaldi parte uno staff di medici alla volta di Bolzano, dove è stato reso disponibile un cuore per il piccolo paziente napoletano. Una volta al San Maurizio, dopo l’operazione di espianto del cuore del donatore, viene consegnato del ghiaccio secco ai medici napoletani, per consentire il rientro a Napoli. Ghiaccio secco e non naturale. Il resto è storia nota. Al Monaldi, l’organo donato arriva bruciato, inutilizzabile, ma viene comunque trapiantato. Inizia un calvario durato oltre cinquanta giorni, sul caso di Domenico si attende un probabile processo, al termine dell’incidente probatorio sull’organo donato e su quello nativo espiantato in circostanze poco chiare.